Pianto inconsolabile? Capirlo e chiedere aiuto è la vera prevenzione

Pianto inconsolabile? Capirlo e chiedere aiuto è la vera prevenzione

A cura di Terre des Hommes

Nei primi mesi di vita il pianto è una parte del tutto naturale dello sviluppo. Intorno alle due settimane i bambini iniziano a piangere di più, spesso in modo intenso e improvviso, soprattutto la sera. Questo aumento raggiunge il suo picco verso i due o tre mesi e poi diminuisce gradualmente. Anche quando appare inconsolabile, il pianto non indica necessariamente una sofferenza particolare: è un passaggio fisiologico, comune a tutti i neonati.

Proprio perché il pianto può essere così impegnativo, i caregiver possono sentirsi sopraffatti o inadeguati. Quando cresce la fatica e non si riesce a calmare il bambino, si può arrivare a gesti impulsivi e pericolosi come lo scuotimento, che può causare danni gravissimi. Per prevenirlo, è fondamentale ricordare che il pianto non fa male, lo scuotimento sì.

Dopo aver verificato che il neonato non abbia bisogni immediati e concreti, ossia che non abbia:

  • Fame o sete
  • Freddo
  • Caldo
  • Che non abbia bisogno di essere cambiato
  • Che non abbia bisogno di essere consolato

la strategia più sicura è metterlo in un luogo protetto e prendersi qualche minuto per ritrovare calma e lucidità. Allontanarsi un momento non significa abbandonarlo, ma proteggere entrambi.

Ed è altrettanto importante ricordare che chiedere aiuto non è un fallimento. L’accudimento nei primi mesi è faticoso e nessuno dovrebbe affrontarlo da solo. Condividere la stanchezza, cercare sostegno, coinvolgere una persona di fiducia non solo tutela l’adulto, ma crea un ambiente più sicuro per il bambino.

Accettare che il pianto faccia parte della crescita e affidarsi a una rete di supporto sono i passi più efficaci per prevenire la Shaken Baby Syndrome e accompagnare con serenità i primi mesi di vita.

La dottoressa Francesca Menegazzo, psicoterapeuta e medico di comunità dell’ospedale Meyer IRCCS di Firenze, in questo breve video spiega come possono approcciarsi al pianto del neonato e rivolge preziosi consigli a mamme, papà e caregiver.

 

 

 

Sul sito di NidoInsieme0-6 è possibile trovare una pagina di approfondimento dedicata alla Shaken Baby Syndrome con tante ulteriori informazioni utili per conoscere meglio questa forma di maltrattamento infantile e prevenirla.

A cura di Terre des Hommes 

Intervista a Liviana Rinaldi, psicologa, e Daniela Moles, pedagogista, esperte nella formazione per nidi e scuole dell’infanzia.

All’interno del progetto Nidoinsieme 0-6, per sostenere la qualità educativa nei servizi per la prima infanzia, è stato avviato un percorso formativo rivolto a educatori, operatori e coordinatori pedagogici. L’obiettivo è rafforzare le competenze professionali, favorire il lavoro di gruppo e stimolare la riflessione sui principali nodi pedagogici contemporanei, come la relazione con le famiglie e l’impatto del digitale nei contesti educativi. Abbiamo intervistato Liviana Rinaldi e Daniela Moles, professioniste coinvolte nella conduzione dei corsi, per approfondire le caratteristiche dell’intervento e i riscontri ricevuti sul campo.

Qual è il vostro percorso professionale e come collaborate oggi con Terre des Hommes?

Liviana Rinaldi – Sono psicologa e mi occupo da oltre vent’anni di formazione e progettazione sociale, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Ho svolto anche il ruolo di psicologa scolastica, supportando alunni, genitori e personale educativo.

Daniela Moles – Io sono pedagogista e ho lavorato per anni nei servizi di tutela minori. Questo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con famiglie vulnerabili e con il sistema scolastico, sviluppando un approccio multidisciplinare alla formazione.

A chi si rivolge il percorso formativo promosso da Terre des Hommes?

Liviana – La formazione è destinata a educatori e operatori di nidi e scuole dell’infanzia. Abbiamo coinvolto x istituti situati in diverse zone dell’area Metropolitana di Milano e ogni istituto coinvolto ha potuto scegliere tra 12 moduli tematici, che sono stati elaborati nella precedente progettualità di NidoInsieme, in base ai bisogni emersi attraverso un’analisi condivisa con i coordinatori. Il nostro compito è stato quello di guidare questa scelta e condurre la formazione.

Quali differenze avete riscontrato nei profili dei coordinatori coinvolti?

Daniela – Abbiamo incontrato sia coordinatori con un background educativo, sia figure imprenditoriali che gestiscono micro-nidi con approccio manageriale. Entrambi i profili si sono mostrati sensibili alla qualità formativa, anche se con priorità differenti: i primi focalizzati sul benessere del gruppo e sul rafforzamento delle competenze educative, i secondi più attenti all’efficienza organizzativa.

Liviana – I coordinatori con esperienza aziendale tendono a strutturare i servizi con logiche gestionali precise, che però possono beneficiare molto di un intervento formativo mirato al lavoro di squadra e alla relazione educativa.

Qual è stata la risposta degli educatori ai percorsi?

Daniela – Ottima. I partecipanti hanno mostrato motivazione e disponibilità a mettersi in gioco. Il gruppo era eterogeneo: da giovani alle prime esperienze a professionisti con decenni di attività. Le metodologie interattive che usiamo – come role-play e attivazioni ludiche – hanno favorito la partecipazione attiva.

In cosa consistono queste metodologie?

Liviana – Partiamo sempre da attivazioni “leggere” ma mirate, che aiutano a creare fiducia nel gruppo e stimolano la riflessione personale. Crediamo che la formazione debba coinvolgere il partecipante anche a livello emotivo, perché sia davvero trasformativa.

Daniela – Non usiamo slide o lezioni frontali. Preferiamo un approccio esperienziale, con restituzioni scritte alla fine del percorso. I gruppi più numerosi – fino a 22 partecipanti – hanno offerto uno scambio ricchissimo, mentre quelli più piccoli sono stati comunque efficaci, ma con meno stimoli.

Quali temi sono risultati più richiesti?

Liviana – Due soprattutto: il rapporto tra digitale e prima infanzia e la comunicazione scuola-famiglia. Quest’ultima si intreccia anche con la comunicazione interna tra operatori. Si tratta di ambiti chiave per costruire un contesto educativo coeso e capace di rispondere alle sfide attuali.

Nel 2024 è entrata in vigore una nuova norma regionale sull’iscrizione all’Albo delle figure educative. Ha avuto un impatto?

Daniela – Sì, la prospettiva dell’albo ha spinto molte realtà ad aggiornare le competenze del personale. Ora è richiesto un titolo universitario specifico (Scienze dell’Educazione), e questo ha contribuito a dare più valore alla formazione.

Un’ultima domanda: siete soddisfatte dei contenuti dei moduli formativi proposti?

Liviana – Assolutamente. Riteniamo siano molto efficaci. Le due tematiche più scelte sono di grande attualità e rispondono a bisogni concreti. E il coinvolgimento riscontrato nei corsi ci conferma che la direzione è quella giusta.

 

Per chi desidera approfondire i temi legati alla crescita, all’educazione e al benessere dei bambini nei primi sei anni di vita, le pagine di questo sito offrono numerosi contenuti informativi, strumenti utili per genitori e operatori e una mappa aggiornata dei servizi per l’infanzia presenti sul territorio. Uno spazio pensato per sostenere, condividere buone pratiche e costruire insieme una comunità educativa attenta e competente.

 

 

In mancanza di nonni, o baby-sitter a cui affidare il proprio figlio, o figlia, difficilmente i neogenitori riescono a frequentare il cinema. CinemAgattoni, grazie alla collaborazione dell’Auditorium Anna Marchesini di Settimo Milanese, propone a mamme e papà proiezioni di film presenti nelle sale, in un setting allestito anche per le esigenze dei più piccoli.

Mentre i genitori sono seduti e si godno il film sono a disposizione dei bambini spazi morbidi dove riposare o giocare; il volume del film è modulato e la luce in sala è soffusa proprio per creare un ambiene adatto alle loro esigenze. 

Inoltre ad ogni proiezione sono presenti gli operatori e le operatrici di Cooperativa COMIN e dello Spazio TerraLuna che sono a disposizione delle mamme e dei papà.

CinemAgattoni è un’azione realizzata da Cooperativa COMIN, all’interno di NidoInsieme0-6.

Nido Insieme 0-6 è un progetto di ATS Città Metropolitana di Milano, finanziato da Regione Lombardia e implementato da Comune di Milano, Terre des Hommes, ASST Nord Milano e Generazione Impatto insieme a una rete di 17 partner operativi che vantano una pluriennale esperienza nell’educazione e promozione del benessere dei più piccoli.

Guarda il  video per scoprire di più: 

Formare chi educa, la proposta di Terre des Hommes per i servizi all’infanzia

Formare chi educa, la proposta di Terre des Hommes per i servizi all’infanzia

A cura di Terre des Hommes

Intervista a Liviana Rinaldi, psicologa, e Daniela Moles, pedagogista, esperte nella formazione per nidi e scuole dell’infanzia.

All’interno del progetto Nidoinsieme 0-6, per sostenere la qualità educativa nei servizi per la prima infanzia, è stato avviato un percorso formativo rivolto a educatori, operatori e coordinatori pedagogici. L’obiettivo è rafforzare le competenze professionali, favorire il lavoro di gruppo e stimolare la riflessione sui principali nodi pedagogici contemporanei, come la relazione con le famiglie e l’impatto del digitale nei contesti educativi. Abbiamo intervistato Liviana Rinaldi e Daniela Moles, professioniste coinvolte nella conduzione dei corsi, per approfondire le caratteristiche dell’intervento e i riscontri ricevuti sul campo.

Qual è il vostro percorso professionale e come collaborate oggi con Terre des Hommes?

Liviana Rinaldi – Sono psicologa e mi occupo da oltre vent’anni di formazione e progettazione sociale, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Ho svolto anche il ruolo di psicologa scolastica, supportando alunni, genitori e personale educativo.

Daniela Moles – Io sono pedagogista e ho lavorato per anni nei servizi di tutela minori. Questo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con famiglie vulnerabili e con il sistema scolastico, sviluppando un approccio multidisciplinare alla formazione.

A chi si rivolge il percorso formativo promosso da Terre des Hommes?

Liviana – La formazione è destinata a educatori e operatori di nidi e scuole dell’infanzia. Abbiamo coinvolto x istituti situati in diverse zone dell’area Metropolitana di Milano e ogni istituto coinvolto ha potuto scegliere tra 12 moduli tematici, che sono stati elaborati nella precedente progettualità di NidoInsieme, in base ai bisogni emersi attraverso un’analisi condivisa con i coordinatori. Il nostro compito è stato quello di guidare questa scelta e condurre la formazione.

Quali differenze avete riscontrato nei profili dei coordinatori coinvolti?

Daniela – Abbiamo incontrato sia coordinatori con un background educativo, sia figure imprenditoriali che gestiscono micro-nidi con approccio manageriale. Entrambi i profili si sono mostrati sensibili alla qualità formativa, anche se con priorità differenti: i primi focalizzati sul benessere del gruppo e sul rafforzamento delle competenze educative, i secondi più attenti all’efficienza organizzativa.

Liviana – I coordinatori con esperienza aziendale tendono a strutturare i servizi con logiche gestionali precise, che però possono beneficiare molto di un intervento formativo mirato al lavoro di squadra e alla relazione educativa.

Qual è stata la risposta degli educatori ai percorsi?

Daniela – Ottima. I partecipanti hanno mostrato motivazione e disponibilità a mettersi in gioco. Il gruppo era eterogeneo: da giovani alle prime esperienze a professionisti con decenni di attività. Le metodologie interattive che usiamo – come role-play e attivazioni ludiche – hanno favorito la partecipazione attiva.

In cosa consistono queste metodologie?

Liviana – Partiamo sempre da attivazioni “leggere” ma mirate, che aiutano a creare fiducia nel gruppo e stimolano la riflessione personale. Crediamo che la formazione debba coinvolgere il partecipante anche a livello emotivo, perché sia davvero trasformativa.

Daniela – Non usiamo slide o lezioni frontali. Preferiamo un approccio esperienziale, con restituzioni scritte alla fine del percorso. I gruppi più numerosi – fino a 22 partecipanti – hanno offerto uno scambio ricchissimo, mentre quelli più piccoli sono stati comunque efficaci, ma con meno stimoli.

Quali temi sono risultati più richiesti?

Liviana – Due soprattutto: il rapporto tra digitale e prima infanzia e la comunicazione scuola-famiglia. Quest’ultima si intreccia anche con la comunicazione interna tra operatori. Si tratta di ambiti chiave per costruire un contesto educativo coeso e capace di rispondere alle sfide attuali.

Nel 2024 è entrata in vigore una nuova norma regionale sull’iscrizione all’Albo delle figure educative. Ha avuto un impatto?

Daniela – Sì, la prospettiva dell’albo ha spinto molte realtà ad aggiornare le competenze del personale. Ora è richiesto un titolo universitario specifico (Scienze dell’Educazione), e questo ha contribuito a dare più valore alla formazione.

Un’ultima domanda: siete soddisfatte dei contenuti dei moduli formativi proposti?

Liviana – Assolutamente. Riteniamo siano molto efficaci. Le due tematiche più scelte sono di grande attualità e rispondono a bisogni concreti. E il coinvolgimento riscontrato nei corsi ci conferma che la direzione è quella giusta.

 

Per chi desidera approfondire i temi legati alla crescita, all’educazione e al benessere dei bambini nei primi sei anni di vita, le pagine di questo sito offrono numerosi contenuti informativi, strumenti utili per genitori e operatori e una mappa aggiornata dei servizi per l’infanzia presenti sul territorio. Uno spazio pensato per sostenere, condividere buone pratiche e costruire insieme una comunità educativa attenta e competente.

 

 

A cura di Terre des Hommes 

Intervista a Liviana Rinaldi, psicologa, e Daniela Moles, pedagogista, esperte nella formazione per nidi e scuole dell’infanzia.

All’interno del progetto Nidoinsieme 0-6, per sostenere la qualità educativa nei servizi per la prima infanzia, è stato avviato un percorso formativo rivolto a educatori, operatori e coordinatori pedagogici. L’obiettivo è rafforzare le competenze professionali, favorire il lavoro di gruppo e stimolare la riflessione sui principali nodi pedagogici contemporanei, come la relazione con le famiglie e l’impatto del digitale nei contesti educativi. Abbiamo intervistato Liviana Rinaldi e Daniela Moles, professioniste coinvolte nella conduzione dei corsi, per approfondire le caratteristiche dell’intervento e i riscontri ricevuti sul campo.

Qual è il vostro percorso professionale e come collaborate oggi con Terre des Hommes?

Liviana Rinaldi – Sono psicologa e mi occupo da oltre vent’anni di formazione e progettazione sociale, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Ho svolto anche il ruolo di psicologa scolastica, supportando alunni, genitori e personale educativo.

Daniela Moles – Io sono pedagogista e ho lavorato per anni nei servizi di tutela minori. Questo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con famiglie vulnerabili e con il sistema scolastico, sviluppando un approccio multidisciplinare alla formazione.

A chi si rivolge il percorso formativo promosso da Terre des Hommes?

Liviana – La formazione è destinata a educatori e operatori di nidi e scuole dell’infanzia. Abbiamo coinvolto x istituti situati in diverse zone dell’area Metropolitana di Milano e ogni istituto coinvolto ha potuto scegliere tra 12 moduli tematici, che sono stati elaborati nella precedente progettualità di NidoInsieme, in base ai bisogni emersi attraverso un’analisi condivisa con i coordinatori. Il nostro compito è stato quello di guidare questa scelta e condurre la formazione.

Quali differenze avete riscontrato nei profili dei coordinatori coinvolti?

Daniela – Abbiamo incontrato sia coordinatori con un background educativo, sia figure imprenditoriali che gestiscono micro-nidi con approccio manageriale. Entrambi i profili si sono mostrati sensibili alla qualità formativa, anche se con priorità differenti: i primi focalizzati sul benessere del gruppo e sul rafforzamento delle competenze educative, i secondi più attenti all’efficienza organizzativa.

Liviana – I coordinatori con esperienza aziendale tendono a strutturare i servizi con logiche gestionali precise, che però possono beneficiare molto di un intervento formativo mirato al lavoro di squadra e alla relazione educativa.

Qual è stata la risposta degli educatori ai percorsi?

Daniela – Ottima. I partecipanti hanno mostrato motivazione e disponibilità a mettersi in gioco. Il gruppo era eterogeneo: da giovani alle prime esperienze a professionisti con decenni di attività. Le metodologie interattive che usiamo – come role-play e attivazioni ludiche – hanno favorito la partecipazione attiva.

In cosa consistono queste metodologie?

Liviana – Partiamo sempre da attivazioni “leggere” ma mirate, che aiutano a creare fiducia nel gruppo e stimolano la riflessione personale. Crediamo che la formazione debba coinvolgere il partecipante anche a livello emotivo, perché sia davvero trasformativa.

Daniela – Non usiamo slide o lezioni frontali. Preferiamo un approccio esperienziale, con restituzioni scritte alla fine del percorso. I gruppi più numerosi – fino a 22 partecipanti – hanno offerto uno scambio ricchissimo, mentre quelli più piccoli sono stati comunque efficaci, ma con meno stimoli.

Quali temi sono risultati più richiesti?

Liviana – Due soprattutto: il rapporto tra digitale e prima infanzia e la comunicazione scuola-famiglia. Quest’ultima si intreccia anche con la comunicazione interna tra operatori. Si tratta di ambiti chiave per costruire un contesto educativo coeso e capace di rispondere alle sfide attuali.

Nel 2024 è entrata in vigore una nuova norma regionale sull’iscrizione all’Albo delle figure educative. Ha avuto un impatto?

Daniela – Sì, la prospettiva dell’albo ha spinto molte realtà ad aggiornare le competenze del personale. Ora è richiesto un titolo universitario specifico (Scienze dell’Educazione), e questo ha contribuito a dare più valore alla formazione.

Un’ultima domanda: siete soddisfatte dei contenuti dei moduli formativi proposti?

Liviana – Assolutamente. Riteniamo siano molto efficaci. Le due tematiche più scelte sono di grande attualità e rispondono a bisogni concreti. E il coinvolgimento riscontrato nei corsi ci conferma che la direzione è quella giusta.

 

Per chi desidera approfondire i temi legati alla crescita, all’educazione e al benessere dei bambini nei primi sei anni di vita, le pagine di questo sito offrono numerosi contenuti informativi, strumenti utili per genitori e operatori e una mappa aggiornata dei servizi per l’infanzia presenti sul territorio. Uno spazio pensato per sostenere, condividere buone pratiche e costruire insieme una comunità educativa attenta e competente.

 

 

In mancanza di nonni, o baby-sitter a cui affidare il proprio figlio, o figlia, difficilmente i neogenitori riescono a frequentare il cinema. CinemAgattoni, grazie alla collaborazione dell’Auditorium Anna Marchesini di Settimo Milanese, propone a mamme e papà proiezioni di film presenti nelle sale, in un setting allestito anche per le esigenze dei più piccoli.

Mentre i genitori sono seduti e si godno il film sono a disposizione dei bambini spazi morbidi dove riposare o giocare; il volume del film è modulato e la luce in sala è soffusa proprio per creare un ambiene adatto alle loro esigenze. 

Inoltre ad ogni proiezione sono presenti gli operatori e le operatrici di Cooperativa COMIN e dello Spazio TerraLuna che sono a disposizione delle mamme e dei papà.

CinemAgattoni è un’azione realizzata da Cooperativa COMIN, all’interno di NidoInsieme0-6.

Nido Insieme 0-6 è un progetto di ATS Città Metropolitana di Milano, finanziato da Regione Lombardia e implementato da Comune di Milano, Terre des Hommes, ASST Nord Milano e Generazione Impatto insieme a una rete di 17 partner operativi che vantano una pluriennale esperienza nell’educazione e promozione del benessere dei più piccoli.

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Sharenting: cosa sapere prima di postare le foto dei tuoi figli sui social

Sharenting: cosa sapere prima di postare le foto dei tuoi figli sui social

A cura di ATS Città Metropolitana di Milano

 

Che cosa significa sharenting? 

Il termine sharenting è un neologismo nato dall’unione delle parole share (condividere) e parenting (genitorialità) e descrive l’azione dei genitori di condividere foto, video e altre informazioni identificative dei loro figli sui propri account social.

Si tratta di un fenomeno in costante crescita: sempre più spesso i genitori pubblicano sui social contenuti relativi ai propri figli. Questa azione è spesso mossa dal desiderio dei genitori di condividere con familiari e amici presenti in rete momenti felici vissuti in famiglia. Tuttavia, negli ultimi tempi si è iniziato a riflettere sui possibili risvolti negativi dello sharenting, in particolare sulle possibili implicazioni per il benessere dei bambini e sui i rischi a cui vengono esposti.

Risvolti sul benessere psicologico dei minori e sulla relazione con i genitori

Postando fotografie e video sui social i genitori contribuiscono alla costruzione dell’identità e della reputazione digitale dei figli, che li accompagnerà per il resto della loro vita. Una volta divenuti grandi, i figli dovranno fare i conti con un’identità digitale già costituita e potrebbero sentirsi esposti, o addirittura imbarazzati da quello che è stato messo in rete dai lori genitori, entrando in conflitto con quest’ultimi. Ad esempio, i ragazzi potrebbero essere vittima di bullismo o cyberbullismo a causa di foto o contenuti imbarazzanti postati in passato dai loro genitori.

Pubblicare in rete contenuti relativi ai propri figli significa inoltre compromettere la loro privacy, a cui hanno diritto al pari degli adulti, come sottolinea anche il Garante per la Privacy. È importante ricordare che quando si caricano dei contenuti online si perde qualsiasi controllo su di essi: una volta in rete, foto e video sono a disposizione di chiunque e spesso è molto difficile ottenerne la rimozione e risulta impossibile risalire a eventuali download o copie delle immagini postate.

Ulteriori rischi: l’utilizzo improprio delle immagini e dei dati dei bambini

Uno dei principali rischi è che i contenuti postati possano essere riutilizzati in modo improprio, ad esempio per alimentare piattaforme contenenti materiale pedopornografico.

Un ulteriore rischio è quello dell’adescamento, online e offline. Condividendo indirettamente informazioni, quali la scuola frequentata o dove i bambini svolgono attività sportiva, e dati sensibili si offrono informazioni utili a malintenzionati che potrebbero utilizzarle per avvicinare i bambini.

Infine, uno dei rischi a cui prestare attenzione è il furto d’identità, che consiste nell’utilizzare i dati identificativi con finalità fraudolente. Ad esempio, i dati dei minori possono essere utilizzati per aprire conti bancari, per il riciclaggio di denaro o truffe, e le immagini possono essere utilizzate o manipolate associandole a una nuova identità.

Indicazioni e suggerimenti

La divulgazione di contenuti e informazioni relativa ai minori non riguarda solo i genitori ma anche parenti e amici ed è importante che tutti abbiano un uso maggiormente consapevole dei social.

Ecco alcuni suggerimenti pratici:

  • È opportuno evitare contenuti troppo intimi (ad esempio, le foto di momenti privati come il bagnetto);
  • È preferibile che le foto non ritraggano direttamente il volto del bambino/a, eventualmente si suggerisce di coprirlo (ad esempio con emoticon);
  • Impostare delle limitazioni di privacy degli account (ad esempio profilo privato) rendendo visibili i contenuti solo ai followers approvati;
  • Attivare notifiche che avvisino i genitori quando il nome dei loro figli appare nei motori di ricerca;
  • Educare i bambini e le bambine attraverso un uso responsabile dei social e offrendo loro momenti di confronto ed educazione al digitale.

Non è semplice orientarsi nel mondo digitale, in caso di dubbi o semplicemente per un confronto puoi sempre rivolgerti al tuo pediatra, alle educatrici e agli educatori della scuola o presso il consultorio familiare più vicino.

Per saperene di più: 
vai nella sezione “Uso dei device” del sito di NidoInsieme

e guarda la Campagna di comunicazione dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali

 

A cura di Terre des Hommes 

Intervista a Liviana Rinaldi, psicologa, e Daniela Moles, pedagogista, esperte nella formazione per nidi e scuole dell’infanzia.

All’interno del progetto Nidoinsieme 0-6, per sostenere la qualità educativa nei servizi per la prima infanzia, è stato avviato un percorso formativo rivolto a educatori, operatori e coordinatori pedagogici. L’obiettivo è rafforzare le competenze professionali, favorire il lavoro di gruppo e stimolare la riflessione sui principali nodi pedagogici contemporanei, come la relazione con le famiglie e l’impatto del digitale nei contesti educativi. Abbiamo intervistato Liviana Rinaldi e Daniela Moles, professioniste coinvolte nella conduzione dei corsi, per approfondire le caratteristiche dell’intervento e i riscontri ricevuti sul campo.

Qual è il vostro percorso professionale e come collaborate oggi con Terre des Hommes?

Liviana Rinaldi – Sono psicologa e mi occupo da oltre vent’anni di formazione e progettazione sociale, con un’attenzione particolare alle persone fragili. Ho svolto anche il ruolo di psicologa scolastica, supportando alunni, genitori e personale educativo.

Daniela Moles – Io sono pedagogista e ho lavorato per anni nei servizi di tutela minori. Questo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con famiglie vulnerabili e con il sistema scolastico, sviluppando un approccio multidisciplinare alla formazione.

A chi si rivolge il percorso formativo promosso da Terre des Hommes?

Liviana – La formazione è destinata a educatori e operatori di nidi e scuole dell’infanzia. Abbiamo coinvolto x istituti situati in diverse zone dell’area Metropolitana di Milano e ogni istituto coinvolto ha potuto scegliere tra 12 moduli tematici, che sono stati elaborati nella precedente progettualità di NidoInsieme, in base ai bisogni emersi attraverso un’analisi condivisa con i coordinatori. Il nostro compito è stato quello di guidare questa scelta e condurre la formazione.

Quali differenze avete riscontrato nei profili dei coordinatori coinvolti?

Daniela – Abbiamo incontrato sia coordinatori con un background educativo, sia figure imprenditoriali che gestiscono micro-nidi con approccio manageriale. Entrambi i profili si sono mostrati sensibili alla qualità formativa, anche se con priorità differenti: i primi focalizzati sul benessere del gruppo e sul rafforzamento delle competenze educative, i secondi più attenti all’efficienza organizzativa.

Liviana – I coordinatori con esperienza aziendale tendono a strutturare i servizi con logiche gestionali precise, che però possono beneficiare molto di un intervento formativo mirato al lavoro di squadra e alla relazione educativa.

Qual è stata la risposta degli educatori ai percorsi?

Daniela – Ottima. I partecipanti hanno mostrato motivazione e disponibilità a mettersi in gioco. Il gruppo era eterogeneo: da giovani alle prime esperienze a professionisti con decenni di attività. Le metodologie interattive che usiamo – come role-play e attivazioni ludiche – hanno favorito la partecipazione attiva.

In cosa consistono queste metodologie?

Liviana – Partiamo sempre da attivazioni “leggere” ma mirate, che aiutano a creare fiducia nel gruppo e stimolano la riflessione personale. Crediamo che la formazione debba coinvolgere il partecipante anche a livello emotivo, perché sia davvero trasformativa.

Daniela – Non usiamo slide o lezioni frontali. Preferiamo un approccio esperienziale, con restituzioni scritte alla fine del percorso. I gruppi più numerosi – fino a 22 partecipanti – hanno offerto uno scambio ricchissimo, mentre quelli più piccoli sono stati comunque efficaci, ma con meno stimoli.

Quali temi sono risultati più richiesti?

Liviana – Due soprattutto: il rapporto tra digitale e prima infanzia e la comunicazione scuola-famiglia. Quest’ultima si intreccia anche con la comunicazione interna tra operatori. Si tratta di ambiti chiave per costruire un contesto educativo coeso e capace di rispondere alle sfide attuali.

Nel 2024 è entrata in vigore una nuova norma regionale sull’iscrizione all’Albo delle figure educative. Ha avuto un impatto?

Daniela – Sì, la prospettiva dell’albo ha spinto molte realtà ad aggiornare le competenze del personale. Ora è richiesto un titolo universitario specifico (Scienze dell’Educazione), e questo ha contribuito a dare più valore alla formazione.

Un’ultima domanda: siete soddisfatte dei contenuti dei moduli formativi proposti?

Liviana – Assolutamente. Riteniamo siano molto efficaci. Le due tematiche più scelte sono di grande attualità e rispondono a bisogni concreti. E il coinvolgimento riscontrato nei corsi ci conferma che la direzione è quella giusta.

 

Per chi desidera approfondire i temi legati alla crescita, all’educazione e al benessere dei bambini nei primi sei anni di vita, le pagine di questo sito offrono numerosi contenuti informativi, strumenti utili per genitori e operatori e una mappa aggiornata dei servizi per l’infanzia presenti sul territorio. Uno spazio pensato per sostenere, condividere buone pratiche e costruire insieme una comunità educativa attenta e competente.

 

 

In mancanza di nonni, o baby-sitter a cui affidare il proprio figlio, o figlia, difficilmente i neogenitori riescono a frequentare il cinema. CinemAgattoni, grazie alla collaborazione dell’Auditorium Anna Marchesini di Settimo Milanese, propone a mamme e papà proiezioni di film presenti nelle sale, in un setting allestito anche per le esigenze dei più piccoli.

Mentre i genitori sono seduti e si godno il film sono a disposizione dei bambini spazi morbidi dove riposare o giocare; il volume del film è modulato e la luce in sala è soffusa proprio per creare un ambiene adatto alle loro esigenze. 

Inoltre ad ogni proiezione sono presenti gli operatori e le operatrici di Cooperativa COMIN e dello Spazio TerraLuna che sono a disposizione delle mamme e dei papà.

CinemAgattoni è un’azione realizzata da Cooperativa COMIN, all’interno di NidoInsieme0-6.

Nido Insieme 0-6 è un progetto di ATS Città Metropolitana di Milano, finanziato da Regione Lombardia e implementato da Comune di Milano, Terre des Hommes, ASST Nord Milano e Generazione Impatto insieme a una rete di 17 partner operativi che vantano una pluriennale esperienza nell’educazione e promozione del benessere dei più piccoli.

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CinemAgattoni: il cinema a misura di neogenitori

CinemAgattoni: il cinema a misura di neogenitori

A cura di Cooperativa COMIN

CinemAgattoni: il cinema a misura di neogenitori

In mancanza di nonni, o baby-sitter a cui affidare il proprio figlio, o figlia, difficilmente i neogenitori riescono a frequentare il cinema. CinemAgattoni, grazie alla collaborazione dell’Auditorium Anna Marchesini di Settimo Milanese, propone a mamme e papà proiezioni di film presenti nelle sale, in un setting allestito anche per le esigenze dei più piccoli.

Mentre i genitori sono seduti e si godno il film sono a disposizione dei bambini spazi morbidi dove riposare o giocare; il volume del film è modulato e la luce in sala è soffusa proprio per creare un ambiene adatto alle loro esigenze. 

Inoltre ad ogni proiezione sono presenti gli operatori e le operatrici di Cooperativa COMIN e dello Spazio TerraLuna che sono a disposizione delle mamme e dei papà.

CinemAgattoni è un’azione realizzata da Cooperativa COMIN, all’interno di NidoInsieme0-6.

Nido Insieme 0-6 è un progetto di ATS Città Metropolitana di Milano, finanziato da Regione Lombardia e implementato da Comune di Milano, Terre des Hommes, ASST Nord Milano e Generazione Impatto insieme a una rete di 17 partner operativi che vantano una pluriennale esperienza nell’educazione e promozione del benessere dei più piccoli.

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Promuovere il benessere infantile: un nuovo percorso di supporto per genitori e bambini

Promuovere il benessere infantile: un nuovo percorso di supporto per genitori e bambini

Articolo a cura di Generazione Impatto

Promuovere il benessere infantile: un nuovo percorso di supporto per genitori e bambini
Un progetto innovativo per rafforzare la genitorialità e creare spazi di confronto nelle strutture per l’infanzia.

La prima infanzia è una fase cruciale per lo sviluppo del bambino. Per questo motivo, il progetto “Bimbi in Salute”, progettato da Generazione Impatto APS all’interno di “Nidoinsieme 0-6” un progetto di ATS Città Metropolitana di Milano, finanziato da Regione Lombardia, nasce con l’obiettivo di
sostenere genitori e bambini nella crescita, offrendo occasioni di incontro con professionisti del settore e promuovendo buone prassi educative e affettive.

Un progetto a misura di famiglia

Le strutture coinvolte nel progetto aprono le loro porte oltre l’orario scolastico, trasformandosi in centri di promozione della salute e del benessere. Attraverso il coinvolgimento di esperti come psicologi, psicopedagogisti, osteopati e pediatri, i genitori potranno ricevere supporto su tematiche chiave per la crescita dei loro figli.

Attività e incontri settimanali

Il progetto prevede un calendario strutturato di incontri suddivisi per giornate tematiche:

  • Lunedì: incontri con l’osteopata, per ricevere consigli sullo sviluppo posturale e motorio dei bambini.
  • Martedì: lettura interattiva con libri educativi editi dalla casa editrice Frasi4Kids e confronto sull’importanza della lettura.
  • Mercoledì: sportello di ascolto con la psicologa per il supporto alla genitorialità.
  • Giovedì: corsi di massaggio infantile per diverse fasce d’età.
  • Venerdì: laboratori di psicomotricità e giochi di luce e ombre.

Dove e quando?

  • “The Giving Tree” Via Cadorna, 69, Vimodrone (MI) – 17-21 Marzo
  • “The Giving Tree” Via Dina Galli, 1, Milano – 24-28 Marzo
  • “The Giving Tree” Via Castellini, 7, Milano – 31 Marzo – 4 Aprile
  • “MiniTree” Piazza Gae Aulenti, 1, Milano – 7-11 Aprile

Perché partecipare Il progetto si propone di:

  • Rafforzare le competenze genitoriali.
  • Favorire la consapevolezza sui bisogni evolutivi del bambino.
  • Creare occasioni di confronto tra genitori ed esperti.
  • Promuovere strategie comunicative efficaci all’interno della famiglia.

Un impegno per il futuro

I primi 1000 giorni di vita sono fondamentali per lo sviluppo del bambino. Attraverso questo progetto, vogliamo sensibilizzare i genitori sull’importanza di scelte consapevoli e fornire loro strumenti utili per affrontare il percorso educativo con maggiore serenità.

Silvia Pessi, psicologa e psicoterapeuta, promotrice del progetto, sottolinea:“Il nostro obiettivo è rafforzare le competenze genitoriali e creare uno spazio di confronto che aiuti le famiglie a comprendere meglio i bisogni evolutivi dei loro bambini.” Ilaria Iacono, pedagogista e riferimento per le strutture coinvolte, aggiunge: “Le attività saranno accessibili su prenotazione e pensate per creare rete tra le famiglie, promuovendo un ambiente di supporto e condivisione.”

Scopri di più e partecipa

Le attività si svolgeranno nelle strutture coinvolte e saranno accessibili su prenotazione sia dai bambini iscritti che dalle famiglie del territorio, con l’obiettivo di creare rete e fornire momenti di confronto.

Per maggiori informazioni e per iscriversi, contattaci ai seguenti recapiti:
📞 Tel: 331 736 0167
📧 Email: info@generazioneimpatto.it

 

 

 

Io e il mio bebè in movimento

Io e il mio bebè in movimento

Laboratori di arti-terapia per neo genitori

La nascita di un bambino è un evento che ha ripercussioni a livello personale, psicologico, familiare e sociale: la costruzione della relazione genitori – neonato e dei nuovi equilibri che l’arrivo di un bebè comporta, non dipendono solamente da questioni medico-cliniche, ma hanno molto a che fare con l’ascolto, la condivisione e un ambiente sicuro e protetto. Ce lo spiega la dott.ssa Antonella Monteleone, psicologa che presso il Consultorio Melegnano Martesana per 24 anni ha condotto gruppi di neogenitori, sperimentando tecniche di arte terapia, danza-movimento-terapia e approcci multimodali di arte creativa integrate ad interventi di promozione del benessere ed educazione alla  salute.

Questo tipo di attività sono un esempio dei tanti e variegati servizi che i consultori famigliari presenti sul territorio offrono ai neogenitori, ma anche alle singole persone, alle coppie e alle famiglie nei diversi momenti della vita. 

Su questo sito, nella pagina dedicata è possibile consultare l’elenco dei Consultori Famigliari presenti nell’area della Città Metropolitana di Milano e trovare quello più vicino alla propria zona.

L’attività fa parte di  Nido Insieme 0-6 è un progetto di ATS Città Metropolitana di Milano, finanziato da Regione Lombardia e implementato da Comune di Milano, Terre des Hommes, ASST Nord Milano e Generazione Impatto insieme a una rete di 17 partner operativi che vantano una pluriennale esperienza nell’educazione e promozione del benessere dei più piccoli.